Wendell P. Bloyd

 

Cominciarono ad accusarmi di libertinaggio,
non essendoci leggi antiblasfeme.
Poi mi rinchiusero per pazzo,
e qui un infermiere cattolico mi uccise di botte.
La mia colpa fu questa:
dissi che Dio mentì ad Adamo, e gli assegnò
di condurre una vita da scemo,
d’ignorare che al mondo c’è il bene e c’è il male.
E quando Adamo imbrogliò Dio mangiando la mela
e si rese conto della menzogna,
Dio lo scacciò dall’Eden per impedirgli di cogliere
il frutto della vita immortale.
Santo cielo, voi gente assennata,
ecco ciò che Dio stesso ne dice nel Genesi:
“E il Signore Iddio disse: Ecco che l’uomo
è diventato come uno di noi” (un po’ d’invidia, vedete)
“a conoscere il bene e il male” (la menzogna che tutto sia bene!);
“e allora perché non allungasse la mano a prendere
anche dell’albero della vita e mangiarne, e non vivesse eterno;
per questo il Signore Iddio lo scacciò dal giardino dell’Eden”.
(La ragione per cui io credo che Dio crocifiggesse Suo Figlio,
per uscire da quel brutto pasticcio, è che ciò è proprio degno di Lui).

da “L’antologia di Spoon river” Egdar L.Masters

Ricordo il magico istante (A.Puskin)

 

Ricordo il magico istante:
Davanti m’eri apparsa tu,
Come fuggevole visione,
Genio di limpida beltà.

Nei disperati miei tormenti,
Nel chiasso delle vanità,
Tenera udivo la tua voce,
Sognavo i cari lineamenti.

Anni trascorsero. Bufere
Gli antichi sogni poi travolsero,
Scordai la tenera tua voce,
I tuoi sublimi lineamenti.

E in silenzio passavo i giorni
Recluso nel vuoto grigiore,
Senza più fede e ispirazione,
Senza lacrime, ne’ vita e amore.

Tornata è l’anima al risveglio:
E ancora mi sei apparsa tu,
Come fuggevole visione,
Genio di limpida beltà.

E nell’ebbrezza batte il cuore
E tutto in me risorge già –
E la fede e l’ispirazione
E la vita e lacrime e amore.

Ti amai…(Aleksandr Puskin)

 

Ti amai – anche se forse
ancora non è spento
del tutto l’amore.

Ma se per te non è più tormento
voglio che nulla ti addolori.

Senza speranza, geloso,
ti ho amata nel silenzio e soffrivo,
teneramente ti ho amata
come – Dio voglia – un altro possa amarti.

Potessero le mie mani sfogliare (Federico Garcia Lorca)

 

Pronunzio il tuo nome
nelle notti scure,
quando sorgono gli astri
per bere dalla luna
e dormono le frasche
delle macchie occulte.
E mi sento vuoto
di musica e passione.

Orologio pazzo che suona
antiche ore morte.
Pronunzio il tuo nome
in questa notte scura,
e il tuo nome risuona
più lontano che mai.
Più lontano di tutte le stelle
e più dolente della dolce pioggia.

T’amerò come allora
qualche volta? Che colpa
ha mai questo mio cuore?
Se la nebbia svanisce,
quale nuova passione mi attende?
Sarà tranquilla e pura?
Potessero le mie mani
sfogliare la luna!

Ti adoro (C.Baudelaire)

 

T’adoro al pari della volta notturna,
o vaso di tristezza,
o grande taciturna!

E tanto più t’amo quanto più mi fuggi,
o bella, e sembri, ornamento delle mie notti,
ironicamente accumulare la distanza
che separa le mie braccia dalle azzurrità infinite.

Mi porto all’attacco, m’arrampico all’assalto
come fa una fila di vermi presso un cadavere e amo,
fiera implacabile e cruda,
sino la freddezza che ti fa più bella ai miei occhi.

N.B. volevo specificare che il post non è dedicato ad una donna in particolare ma alla donna in quanto tale.

 

Sposa ancora inviolata del silenzio (John Keats)

 

Sposa ancora inviolata del silenzio,
figlia del lento tempo e della quiete,
narratrice silvana che più dolce
della rima sai favole narrare;

qual leggenda di foglie incorniciata
abita la tua forma, di immortali
o mortali, o di entrambi, in Tempe o nelle
valli di Arcadia? Quali uomini o iddii

son questi? Quali vergini restie?
Che folle caccia e lotta per fuggire?
Che flauti e tamburelli, che fiera estasi?

 

 

 

Era una delle solite sere,avevo appena smesso di leggere e ho accesso la radio.Quella stazione radiofonica trasmetteva questa canzone e mentre ascoltavo mi è venuta in mente una persona.E’ davvero strano perchè ho ascoltato un milione di volte questa canzone in passato e non mi aveva lasciato dentro niente di davvero importante.Certo che le cose cambiano,ci sono canzoni che per un certo periodo non ti fanno pensare a nessuna persona oppure a nessun avvenimento in particolare,ed ecco che all’ennesimo ascolto,ti capita qualcosa che prima non ti era mai capitata.Boh secondo me è soltanto una pazzia…si sono veramente pazzo.

L’amor mio è vestita di luce (James Joyce)

 

L’amor mio è vestita di luce
In mezzo ai meli
Dove i lieti venti più bramano
Di correre insieme.

Là dove i venti lieti restano un poco
A corteggiare le giovani foglie,
L’amor mio va lentamente, china
Alla propria ombra sull’erba;

Là, dove il cielo è una coppa azzurrina
Rovescia sulla terra ridente,
Va l’amor mio luminoso, sostenendo
Con garbo la veste.

Il violinista pazzo(Fernando Pessoa)

 

Non fluì dalla strada del nord
né dalla via del sud
la sua musica selvaggia per la prima volta
nel villaggio quel giorno.

Egli apparve all’improvviso nel sentiero,
tutti uscirono ad ascoltarlo,
all’improvviso se ne andò, e invano
sperarono di rivederlo.

La sua strana musica infuse
in ogni cuore un desiderio di libertà.
Non era una melodia,
e neppure una non melodia.

In un luogo molto lontano,
in un luogo assai remoto,
costretti a vivere, essi
sentirono una risposta a questo suono.

Risposta a quel desiderio
che ognuno ha nel proprio seno,
il senso perduto che appartiene
alla ricerca dimenticata.

La sposa felice capì
d’essere malmaritata,
L’appassionato e contento amante
si stancò di amare ancora,

la fanciulla e il ragazzo furono felici
d’aver solo sognato,
i cuori solitari che erano tristi
si sentirono meno soli in qualche luogo.

In ogni anima sbocciava il fiore
che al tatto lascia polvere senza terra,
la prima ora dell’anima gemella,
quella parte che ci completa,

l’ombra che viene a benedire
dalle inespresse profondità lambite
la luminosa inquietudine
migliore del riposo.

Così come venne andò via.
Lo sentirono come un mezzo-essere.
Poi, dolcemente, si confuse
con il silenzio e il ricordo.

Il sonno lasciò di nuovo il loro riso,
morì la loro estatica speranza,
e poco dopo dimenticarono
che era passato.

Tuttavia, quando la tristezza di vivere,
poiché la vita non è voluta,
ritorna nell’ora dei sogni,
col senso della sua freddezza,

improvvisamente ciascuno ricorda –
risplendente come la luna nuova
dove il sogno-vita diventa cenere –
la melodia del violinista pazzo.

La filosofia dell’amore (Percy Bysshe Shelley)

 

Le fonti si confondono col fiume
i fiumi con l’Oceano
i venti del Cielo sempre
in dolci moti si uniscono
niente al mondo è celibe
e tutto per divina
legge in una forza
si incontra e si confonde.
Perché non io con te?

Vedi che le montagne baciano l’alto
del Cielo, e che le onde una per una
si abbracciano. Nessun fiore-sorella
vivrebbe più ritroso
verso il fratello-fiore.
E il chiarore del sole abbraccia la terra
e i raggi della Luna baciano il mare.
Per che cosa tutto questo lavoro tenero
se tu non vuoi baciarmi?

La fine del giorno (Charles Baudelaire)

 

Sotto una luce bigia, senza posa,
senza ragione, si contorce e incalza
danzando, spudorata e rumorosa,
la Vita: così, poi, quando s’innalza

voluttuosa la notte all’orizzonte,
e tutto, anche le fami, in sè racqueta,
tutto annuvola e spegne, anche le onte,
“Eccoti, alfine!” mormora il poeta.

“Pace ti chiede il mio spirito ed ogni
mia fibra, pace, e null’altro elisire;
ricolmo il cuore di funebri sogni,

vo’ stendere le mie membra supine
nella frescura delle tue cortine
e quivi sempre, o tenebra, dormire!”.

Sognato per l’inverno a… lei (Arthur Rimbaud)

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Andremo, d’inverno, in un vagoncino rosa
con tanti cuscini blu.
Sarà dolce. Un nido di baci folli posa
nei cantucci molli.

Tu chiuderai gli occhi, per non vedere dai vetri
smorfiare l’ombre delle sere,
la plebaglia di démoni e di lupi tetri,
mostruosità arcigne e nere.

Poi la tua guancia graffiare si sentirà…
un bacetto, un ragno matto, ti correrà
sul collo…

Intanto tu mi dirai: “Cerca!”, chinando a me la testa,
prenderemo tempo a scovare quella bestia
che viaggia così tanto…

 

 

Sopra di me

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I tuoi baci non mi saziano mai

 

Ho fame delle tue labbra

 

Che mordono le mie

 

Le tue mani sono strumenti sul mio corpo

 

Sul mio viso

 

Sul mio petto

 

Che cercano qualcosa

 

Non le fermerò

 

Voglio che cercano per tutta la notte

 

Senza mai fermarsi un attimo

 

Sei sopra di me

 

Sopra il mio corpo disteso sul letto

 

Ti muovi sopra di me

 

In una danza in un cerchio di fuoco

 

Non riesco a muovermi

 

Le mie mani non si muovono

 

Ferme come pietre nella notte

 

Voglio che la tua danza

 

Mi porti in luoghi di piacere

 

Mai esplorati e mai toccati prima

 

Voglio che tu mi faccia godere per tutta la notte

 

Su dai muoviti ancora

 

Ma fai piano

 

Molto piano

 

Non è ancora il momento

 

Non è ancora il momento

 

……………………

 

” Kiss” Prince

Maggie M’gill

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Ehi maggie m’gill dove te ne vai?

Vieni qui e raccontami di tuo padre

E  come si stava su in collina

Su dai togliti gli occhiali

E fammi vedere i tuoi occhi verdi

Devi andare a comprare un nuovo paio di scarpe?

Adesso non è il momento

Dimmi dell’eredità di tuo padre

Dillo a questo vecchio porco

Figlio di una notte sbagliata

Che vuole vedere

Il tuo tesoro in mezzo alle gambe

Maggie

Maggie

Và avanti

Maggie  M’gill

Và avanti

Maggie M’gill

N.B. queste parole non sono la truduzione della canzone

“Maggie M’Gill” The Doors

questa canzone è dedicata a Fenila