Eh già

 

“…No riguardo a quello che hai detto prim.Il fatto di sapere dove sei.Lui la guardò.Dopo un pò disse:Il problema non è sapere dove sei.Il problema è pensare che ci sei arrivato senza portarti dietro niente.Questa tua idea di ricominciare daccapo.Che poi ce l’abbiamo un pò tutti.Non si ricomincia mai daccapo.Ecco qual è il problema.Ogni passo che fai è per sempre.Non lo puoi annullare.Non puoi annullare niente.Capisci cosa intendo?Penso di si.Lo so che non capisci,ma fammi provare a spiegartelo un’altra volta.Tu credi che quando ti svegli la mattina quello che è successo ieri non conta.Invece quello che è successo ieri è l’unica cosa che conta.Che altro c’è?La tua vita è fatta dei giorni che hai vissuto.Non c’è altro.Magari pensi di poter scappare via e cambiare nome o non so cosa.Di ricominciare daccapo.E poi una mattina ti svegli,guardi il soffitto e indovina chi è la persona sdraiata nel letto?Lei annuì…capisci cosa intendo?Si che capisco.Ci sono passata…”

 

Tratto dal libro ” Non è un paese per vecchi” di Cormac McCarthy

Tu

 

Tu

che prendi i miei pensieri

senza dire una parola

Tu

che vivi ai margini della follia

ma tanto è lo stesso

Tu

che vai via senza dire una parola

alla fine della notte

Tu

 che guardi la vita attraverso un vetro

Tu

che fai scorrere il tempo dalle tue mani

si proprio Tu

che nonostante tutto non cambi mai

 

 

 

Straniero in terra straniera

 

E così me ne andai

lasciando il tempo indietro

e il luogo dove amai

e il suo viso nascosto dietro il vetro

 

Se ti avessi letto nel pensiero

se avessi oltrepassato la barriera

ora spero di farcela davvero

straniero in terra straniera

(“Questa notte mi ha aperto gli occhi” J.Coe)

post S.valentino

 

Dedico questa poesia

a quelli che per un motivo qualsiasi non hanno potuto festeggiare

a quelli che in certi giorni fanno fatica a far finta di nulla

a quelli che non hanno ricevuto un cioccalatino

a quelli che speravano che questa volta andava diversamente

a quelli che Amano nonostante tutto

 

Qui ti amo.
Negli oscuri pini si districa il vento.
Brilla la luna sulle acque erranti.
Trascorrono giorni uguali che s’inseguono.

La nebbia si scioglie in figure danzanti.
Un gabbiano d’argento si stacca dal tramonto.
A volte una vela. Alte, alte stelle.

O la croce nera di una nave.
Solo.
A volte albeggio, ed é umida persino la mia anima.
Suona, risuona il mare lontano.
Questo é un porto.
Qui ti amo.

Qui ti amo e invano l’orizzonte ti nasconde.
Ti sto amando anche tra queste fredde cose.
A volte i miei baci vanno su quelle navi gravi,
che corrono per il mare verso dove non giungono.
Mi vedo già dimenticato come queste vecchie ancore.
I moli sono più tristi quando attracca la sera.
La mia vita s’affatica invano affamata.
Amo ciò che non ho. Tu sei così distante.
La mia noia combatte con i lenti crepuscoli.
Ma la notte giunge e incomincia a cantarrni.
La luna fa girare la sua pellicola di sogno.

Le stelle più grandi mi guardano con i tuoi occhi.
E poichè io ti amo, i pini nel vento
vogliono cantare il tuo nome
con le loro foglie di filo metallico.

(“Qui ti amo” di Pablo Neruda)
***

Osservate le stelle

 

«Osservate più spesso le stelle. Quando avrete un peso sull’animo, guardate le stelle o l’azzurro del cielo. Quando vi sentirete tristi, quando vi offenderanno, quando qualcosa non vi riuscirà, quando la tempesta si scatenerà nel vostro animo, uscite all’aria aperta e intrattenetevi, da soli, col cielo. Allora la vostra anima troverà la quiete»  (Pavel Florenskij)

Imperativi del viaggiatore assetato

 

Questo è un ordine del tuo schiavo,mia amata.Di fronte allo specchio,su un letto o su un divano adorno di sete d’India dipinte a mano o di indonesiano batik dagli occhi circolari,ti lascerai cadere sulla schiena,nuda,e i tuoi lunghi capelli neri scioglierai.Solleverai ripiegandola la gamba sinistra fino a formare un angolo.Appoggerai la testa sulla spalla destra,socchiuderai le labbra e,stringendo con la mano destra un’estremità del lenzuolo,chiuderai le palpebre,fingendo di dormire.Fantasticherai che un fiume giallo di ali di farfalle e di stelle in polvere discende su di te dal cielo e ti attraversa.

“I quaderni di don Rigoberto” M.V. Llosa

Wendell P. Bloyd

 

Cominciarono ad accusarmi di libertinaggio,
non essendoci leggi antiblasfeme.
Poi mi rinchiusero per pazzo,
e qui un infermiere cattolico mi uccise di botte.
La mia colpa fu questa:
dissi che Dio mentì ad Adamo, e gli assegnò
di condurre una vita da scemo,
d’ignorare che al mondo c’è il bene e c’è il male.
E quando Adamo imbrogliò Dio mangiando la mela
e si rese conto della menzogna,
Dio lo scacciò dall’Eden per impedirgli di cogliere
il frutto della vita immortale.
Santo cielo, voi gente assennata,
ecco ciò che Dio stesso ne dice nel Genesi:
“E il Signore Iddio disse: Ecco che l’uomo
è diventato come uno di noi” (un po’ d’invidia, vedete)
“a conoscere il bene e il male” (la menzogna che tutto sia bene!);
“e allora perché non allungasse la mano a prendere
anche dell’albero della vita e mangiarne, e non vivesse eterno;
per questo il Signore Iddio lo scacciò dal giardino dell’Eden”.
(La ragione per cui io credo che Dio crocifiggesse Suo Figlio,
per uscire da quel brutto pasticcio, è che ciò è proprio degno di Lui).

da “L’antologia di Spoon river” Egdar L.Masters