Dopo il diluvio (A.Rimbaud)

 

Non appena l’idea del Diluvio si fu placata,
   Una lepre si fermò fra i trifogli e le campanule ondeggianti e disse la sua preghiera all’arcobaleno attraverso la tela del ragno.
   Oh! le pietre preziose che si nascondevano, – i fiori che già guardavano. 
   Nella  grande  strada  sporca  si  montarono le bancarelle e le barche vennero  trascinate verso il mare sovra- stante, lassù, come nelle stampe.
   Il sangue scorse, presso Barbablù, – ai mattatoi, – nei circhi, dove il sigillo di Dio illividì le finestre.  Il sangue e il latte scorsero.
   I castori edificarono. I mazagrans fumarono nelle osterie.
   Nella grande casa di vetro ancora grondante i bambini in lutto guardarono le meravigliose immagini.
   Una porta sbattè, – e sulla piazza del borgo il fanciullo roteò le braccia, compreso dalle banderuole e dai gal- li dei campanili di ogni dove, sotto l’acquazzone splendente.
   La Signora*** collocò un pianoforte sulle Alpi. La messa e le prime comunioni vennero celebrate ai centomi- la altari della cattedrale.
   Le carovane partirono. E lo Splendid-Hôtel fu costruito nel caos di ghiacci e di notte del polo.
   Da allora,  la  Luna udì  gli sciacalli gemere nei deserti di timo,  – e le egloghe con gli  zoccoli  brontolare  nel frutteto. Poi, nella fustaia violetta, germogliante, Eucari mi disse che era primavera.
   – Sgorga, stagno, – Schiuma, rotola sul ponte e sopra i boschi; – drappi neri e organi,  – lampi e tuono, –  salite e rotolate; – Acque e tristezze, salite e ridestate i Diluvi.
   – Perché da quando sono svaniti, – oh le pietre preziose che sprofondano, e i fiori aperti! – è una noia! e la Re- gina, la Strega che accende la sua brace nel vaso di terra, non vorrà mai raccontarci quello che sa, e che noi ignoriamo.     

Davvero divertente

 

…Potrei ma non voglio fidarmi di te
io non ti conosco e in fondo non c’è
in quello che dici qualcosa che pensi
sei solo la copia di mille riassunti
Leggera leggera si bagna la fiamma
rimane la cera e non ci sei più…

( Samuele Bersani)

 

Mi scappa da ridere

Già

 

“non può essere
mai come ieri
mai più la stessa storia
non può essere
mai come ieri
mai quella stessa gloria
su, vieni e riabbracciami
se ti ho perso è stato
solo per un attimo

perché essere felici
per una vita intera
sarebbe quasi insopportabile”

(Carmen Consoli&Mario Venuti)

Niente di nuovo

 

Per curiosità mi sono guadato intorno ma non ho visto niente di nuovo intorno a me.Mi è venuto il dubbio che mentre camminavo mi fossi perso qualcosa alle spalle ma è stata soltanto una sensazione,i miei occhi hanno visto sempre le solite cose e  le solite persone,niente ha attirato la mia attenzione costringendomi ad arrestare il mio passo…neppure una persona che mi sia rimasta nella mente…davvero deprimente devo ammettere.Sono andato pure all’inferno per vedere ma neppure lì è cambiato nulla,più di duemila anni sono passati ma li ancora si brucia.E’ davvero consolante vedere che nessuna novità ha scalfito la tua certezza e arrestato la strada che si è intrapeso all’inizio,ma anche su questo non c’è niente di nuovo.

Ricordo il magico istante (A.Puskin)

 

Ricordo il magico istante:
Davanti m’eri apparsa tu,
Come fuggevole visione,
Genio di limpida beltà.

Nei disperati miei tormenti,
Nel chiasso delle vanità,
Tenera udivo la tua voce,
Sognavo i cari lineamenti.

Anni trascorsero. Bufere
Gli antichi sogni poi travolsero,
Scordai la tenera tua voce,
I tuoi sublimi lineamenti.

E in silenzio passavo i giorni
Recluso nel vuoto grigiore,
Senza più fede e ispirazione,
Senza lacrime, ne’ vita e amore.

Tornata è l’anima al risveglio:
E ancora mi sei apparsa tu,
Come fuggevole visione,
Genio di limpida beltà.

E nell’ebbrezza batte il cuore
E tutto in me risorge già –
E la fede e l’ispirazione
E la vita e lacrime e amore.

Pink Floyd

 

Ho riscoperto i Pink Floyd…mi sono sempre accostato alla loro musica con deferenza ma adesso quelle barriere sono cadute,le note delle loro canzoni hanno buttato giù il muro…Benvenuti nella macchina dei Pink Floyd.


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